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Ius Soli , finalmente la legge in aula al Senato per l'approvazione definitiva

"Ius Soli", una legge per cancellare l'odio e l'insicurezza. "Questo provvedimento è un grande passo verso l'integrazione". Interessati 800.000 ragazzi "nati in Italia"

Ius Soli , finalmente la legge in aula al Senato per l'approvazione definitiva

Buone le possibilità che venga approvatanonostante la preannunciata astensione dei 5 stelle e la agguerrita opposizione di Lega e Nord e destre. A favore la maggioranza di governo e tutte le sinistre. Il provvedimento introduce il principio dello "Ius Soli" temperato e dello "Ius Culturae" per i ragazzi che arrivano in Italia prima dei 12 anni. Non è una concessione ma è un punto di svolta antropologico e di dignità per l'Italia.

Ius Soli , finalmente la legge in aula al Senato per l'approvazione definitiva
Due ragazzi "italiani" assistono ai lavori in aula al Senato
Chi è nato in Italia da un genitore immigrato, ma regolare, con un progetto di vita in Italia, diventa italiano dalla nascita. E lo stesso accadrebbe per chi è arrivato da bambino in Italia, piccolissimo o adolescente, ma studia in Italia. È la cultura italiana e lo stile di vita italiano che crea gli italiani. È il contrario dell'invasione. L’immigrato di seconda generazione sente già di avere tutti i sogni, le possibilità e i diritti dei suoi coetanei ma non è così, e resta sospeso tra due mondi. Questo spesso genera disagi burocratici ma soprattutto sofferenze e conflitti esistenziali.

A chi si oppone alla legge vorremo dire che la mancata integrazione crea insicurezza. Ogni discorso che divide la società tagliandola a pezzi ci mette tutti a repentaglio. Non è "buonismo", è una preoccupazione per la tenuta del tessuto sociale. Il "cattivismo" rende l'Italia più insicura perché crea muri di odio e risentimento. L’integrazione è garanzia di coesione del Paese. Lo “Ius soli temperato” sarebbe il primo e più grande provvedimento (a costo zero) di integrazione.

Rissa in aula e fuori dall'aula per l'approdo al Senato dello "Ius Soli"
Sui ragazzini nati in Italia da genitori stranieri si accende la rissa politica. Una rissa anche fisica. La legge sullo ius soli temperato è arrivata in aula al Senato per l’approvazione tra proteste e aggressioni. La ministra della Scuola Valeria Fedeli è stata medicata nell'infermeria di Palazzo Madama.

In precedenza le forze dell’ordine all'esterno del Senato avevano dovuto ricorrere agli idranti per fermare gli assalti di Casa Pound e Forza Nuova, gruppi neofascisti contrari alla concessione della cittadinanza italiana ai ragazzi nati o cresciuti in Italia da più di sei anni.

Il Ddl in discussione concede il diritto alla cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia purché uno dei due genitori sia in possesso di permesso di soggiorno lungo e residente nel nostro paese legalmente e in via continuativa da almeno 5 anni

Ius Soli , finalmente la legge in aula al Senato per l'approvazione definitiva
Le proteste della Lega Nord in aula
Può acquisire la cittadinanza (su richiesta, mentre in altri Paesi è automatico) il minore nato da genitori stranieri oppure arrivato in Italia prima dei dodici anni purché abbia frequentato la scuola per almeno cinque anni. E ancora potrà chiedere la cittadinanza chi non ancora maggiorenne sia entrato in Italia e vi risieda da almeno sei anni e abbia frequento un ciclo scolastico (o un percorso di istruzione professionale) ottenendo un titolo di studio (o una qualifica).

Sullo ius soli in discussione il M5S, dopo la presa di posizione contraria sul blog di Beppe Grillo, ha deciso di astenersi, attirandosi le critiche della Caritas.

«La migrazione è stata sempre un argomento utilizzato dai vari partiti per promuovere percorsi politici ed anche elettorali. È avvenuta nel passato ed avviene anche oggi. Rispetto ai Cinque stelle, personalmente non ho mai ben capito quale sia la loro posizione rispetto al grande tema delle migrazioni e delle sue varie declinazioni. Anche in questo caso non è chiara la motivazione dell’astensione, sapendo che comunque è una questione contingente, importante sulla quale chiediamo comunque che ci sia un posizionamento. Speriamo che magari arrivi all'ultimo momento»

Questo ha detto a Radio Vaticana il responsabile immigrazione della Caritas, Oliviero Fori, in merito al ddl sulla cittadinanza. «Oggi non possiamo dire che chi nascerà in Italia automaticamente sarà, se la legge verrà approvata, cittadino italiano. Lo sarà a certe condizioni, ma questo per noi è già un grande passo verso una prospettiva che deve prendere definitivamente consapevolezza del fatto che la nostra è una società multiculturale e lo sarà sempre di più. Quindi deve attrezzarsi anche con una normativa adeguata»




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Articolo a cura di
Maris Davis
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