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Rapporto OIM 2017. Sono nigeriane, sono sempre di più e sempre più giovani le vittime di tratta

Un aumento in tre anni del 600% il numero delle nigeriane arrivate in Italia via mare

Rapporto OIM 2017. Sono nigeriane, sono sempre di più e sempre più giovani le vittime di tratta

È il dato drammatico che riguarda le potenziali vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale arrivate via mare in Italia. Sempre più giovani e sempre più vulnerabili le vittime di tratta in arrivo via mare in Italia.

Le cifre, nel dettaglio, sono raccolte nel Nuovo Rapporto diffuso in questi giorni dall'Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM).

Rapporto OIM 2017. Sono nigeriane, sono sempre di più e sempre più giovani le vittime di tratta
Il fenomeno, in aumento anche in questi primi sei mesi del 2017, coinvolge ragazze sempre più spesso minorenni. Nel giro di tre anni il numero delle nigeriane potenziali vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale arrivate via mare in Italia è aumentato del 600 per cento. Un aumento che è continuato anche in questi primi sei mesi del 2017 e che coinvolge ragazze sempre più giovani, spesso minorenni, che diventano oggetto di violenza e di abusi già durante il viaggio verso l’Europa. In particolare, il fenomeno riguarda circa l’80% delle ragazze arrivate dalla Nigeria, il cui numero è passato da 1.500 nel 2014 a oltre 11.000 nel 2016.

I migranti giunti via mare fino al 31 maggio 2017 provengono in particolare da questi Paesi: Nigeria (9.286), Bangladesh (7.106), Guinea (5.960) e Costa d’Avorio (5.657). Rispetto allo stesso periodo del 2016, il numero di persone provenienti dall’Eritrea e dalla Somalia è diminuito rispettivamente del 63% e del 54%.

Il rapporto si basa sui dati raccolti dall’OIM presso i luoghi di sbarco e nei centri di accoglienza per migranti nelle regioni del sud Italia, dove il personale dell’Organizzazione svolge attività di identificazione delle potenziali vittime, fornendo assistenza a quelle ragazze che, una volta identificate, decidono di ribellarsi e accettano di essere protette dai loro sfruttatori.

Si stima che l’80% delle ragazze nigeriane arrivate via mare in Italia è composto da potenziali vittime di tratta per sfruttamento sessuale. Un calcolo effettuato attraverso indicatori elaborati sul campo dall’OIM, proprio per identificare tempestivamente le vittime e segnalarle alle autorità competenti, in modo da avviare tempestivamente i meccanismi di protezione previsti dalla normativa italiana.

La tratta è un crimine transnazionale che sconvolge la vita di migliaia di persone ed è causa di inaudite sofferenze

Il personale dell'Oim, presente in Sicilia, Puglia e Calabria, incontra le potenziali vittime di tratta già al momento dello sbarco, svolge attività d’informazione e orientamento legale sui diritti e doveri dei migranti, individuando tra loro le persone particolarmente vulnerabili.

Rapporto OIM 2017 "Vittime di Tratta"

Per "salvarle" una soluzione ci sarebbe
Sapendo tutto questo, e che l'80% delle nigeriane sbarcate in Italia finirà poi nel circuito della prostituzione "coatta", è necessario che anche il sistema di accoglienza italiano cambi il metodo.
La nostra proposta è molto semplice. TUTTE, e ripetiamo tutte le nigeriane che sbarcano, una volta identificate devono essere isolate, divise dai migranti di altre nazionalità, e avviate nei circuiti protetti fin da subito. Dovrà essere impedito loro qualsiasi contatto con l'esterno, telefonate, e incontri con falsi parenti e tutori di comodo.
In un secondo tempo, dopo che mediatori preparati, hanno fatto opportuni colloqui con ognuna di loro e, a seconda della loro disponibilità collaborativa, valutare o meno il rimpatrio immediato, oppure la continuazione nel percorso di protezione (permesso di soggiorno art. 18) per chi collabora o che davvero fugge dalle atrocità di Boko Haram.

Il rimpatrio immediato è possibile visto che tra Nigeria e Italia esiste un accordo bilaterale appena rinnovato (febbraio 2016)

Impedire quindi che queste ragazze appena sbarcate abbiano qualsiasi contatto con i loro aguzzini e mamam varie che li attendono in Italia. Il senso è quello di sottrarre alla fonte la "merce umana" dalle mani degli sfruttatori.
Non è più possibile accettare che queste ragazzine, dopo essere passate nelle mani del sistema di accoglienza italiano, vengano impunemente prelevate dai loro sfruttatori direttamente nei centri. Non è più possibile accettare che la lentezza della burocrazia italiana permetta alla mafia nigeriana di sfruttare queste piccole schiave. Piuttosto, molto meglio, il loro rimpatrio immediato.


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"Trafficking"
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Storie di ragazze nigeriane "Vittime di Tratta" raccolte da OIM


Articolo di
Maris Davis
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