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Donne non siate sottomesse. Non accettate mai la violenza

Donne non siate sottomesse. Non accettate mai la violenza

Donne, non accettate mai la violenza, né fisica, né psicologica, né culturale .. nessuna sottomissione, per nessun motivo.


Nella "storia" la donna è spesso stata considerata un essere inferiore all'uomo, e le grandi religioni monoteiste hanno perfino codificato questa subordinazione della donna all'uomo. Un retaggio culturale presente soprattutto nell'Islam ma anche nel cattolicesimo. In molti passi della Bibbia infatti viene evidenziata la differenza tra uomo e donna.


Se per l'Islam la donna è una "schiava", per il Cattolicesimo la donna è una "peccatrice" (fu infatti Eva ad indurre al peccato Adamo, Genesi).


Ecco quali erano le regole di una "sposa" secondo una famosa e diffusissima rivista cattolica negli anni '50 

  • Rispettare il marito come "capo".
  • Obbedirlo come "superiore" e assisterlo con premura.
  • Ammonirlo con "reverenza" e rispondergli con grande "mansuetudine".
  • Tacere quando è alterato (e magari vi picchia).
  • Sopportarne i difetti, ecc.. ecc.. 
Le "Religioni" che hanno questa considerazione delle donne .. NON CI INTERESSANO.

Vorrei aggiungere a tutte le riflessioni anche la mia e la voglio indirizzare alle donne.


Sorelle, le regole che ci sono state inculcate in centinaia di anni sono retaggi duri a morire, circolano nel nostro sangue, nel nostro DNA. Se vogliamo cambiare la mentalità maschile, dobbiamo cominciare a cambiare anche la nostra, toglierci dalla nostra "mappa genetica" questa vocazione della"crocerossina" quel pensiero malato che ci porta a sperare che "LUI" possa cambiare.
Quel "LUI" non cambierà. 
Sottomettere una donna (o chiunque), magari con l'avallo della religione, crea dipendenza, innesca nelle persone vigliacche, una sindrome di onnipotenza difficile da sradicare. Permettere anche una sola volta che il nostro compagno alzi una mano su di noi, o che eserciti una qualsiasi violenza anche psicologica ci fa scivolare lentamente in un pozzo dal quale è difficile risalire.


Sono i nostri atteggiamenti sottomessi che inducono l'uomo (anche lui vittima degli stessi retaggi culturali) a pensare ad una donna come una proprietà personale, e a non accettare il suo rifiuto.


Il mio invito è a riflettere sui nostri comportamenti. Bisogna scappare a gambe levate da un uomo violento, immediatamente. Invece spesso le donne sopportano, giustificano, perdonano, aspettano, sperano che qualcosa possa cambiare, che LUI possa cambiare. 


Sorelle non rendiamoci complici di una spirale pericolosa che spesso, troppo spesso, sfocia nelle tragedie che conosciamo. Quando una donna dice no è NO. Punto. Che sia una moglie, che sia una fidanzata o una compagna non fa differenza. Sradichiamo una volta per tutte le regole e non permettiamo a nessuno di toglierci la dignità che ogni essere umano ha diritto di avere.


Ma deve partire da noi, dall'educazione che diamo ai nostri figli, una madre sottomessa è una cattivo esempio per i figli, maschi e femmine. Sorelle, riflettiamoci con attenzione .. Non siate sottomesse.

(Maris)



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