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Olio di Palma al posto delle foreste africane

Olio di Palma al posto delle foreste africane

Oggi l’olio di palma è il grasso più in voga, in virtù del basso costo e della giusta consistenza che ne favorisce l’impiego su larga scala. Ma per coltivarlo le multinazionali stanno tagliando le foreste tropicali. NON esiste l'olio di palma "eco-sostenibile".

Le piantagioni di palma hanno un impatto disastroso, dalla deforestazione alla perdita di biodiversità, dalle emissioni al taglio delle foreste primarie, ai conflitti con le popolazioni indigene riguardo a diritti sulle terre, inquinamento delle fonti acquifere e, non ultima, la solita "schiavitù moderna" ai danni delle popolazioni locali.
Adesso le ricchissime multinazionali tra le quali Cargill, Sime Darby e Wilmar, che coltivano palma da olio hanno rivolto il loro sguardo all'Africa, e in particolare in Congo e Camerun, oltre a piantagioni già avviate in Liberia. Ed è proprio in questo Paese che si sono già avviate campagne di denuncia per i sistemi di "schiavitù moderna" attuati da una compagnia indonesiana, che nel 2010 appena ottenuta la concessione ha distrutto proprietà, fattorie, raccolti, allevamenti ed abitazioni per far largo alle piantagioni.
Le foreste del Congo sono tra le poche ancora incontaminate del pianeta, e il possibile arrivo dei signori della palma desta moltissime preoccupazioni. I motivi per cui il Congo è attraente, invece, risiedono ovviamente nei costi, più bassi sia per quanto riguarda la terra che per la manodopera. Non osiamo immaginare i livelli di schiavitù che si prospettano.

L’accesso preferenziale al mercato dell’Unione Europea
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Le multinazionali alimentari ci "vendono" l’olio di palma come "eco-sostenibile" ma quello che in pochi conoscono, dell'ingrediente che ricorre sovente tra gli scaffali dei supermercati, nei biscotti, nelle creme, negli snack, e perfino nei detersivi. Oggi l’olio di palma è il grasso più in voga, in virtù del basso costo e della giusta consistenza che ne favorisce l’impiego su larga scala. Se delle sue scarse virtù nutrizionali, ricco di acidi grassi saturi, si parla con maggiore frequenza, meno note sono invece le ripercussioni per l’ambiente.

Olio di Palma al posto delle foreste africane

Deforestazione massiccia, uso di pesticidi poco controllato, scarsa tutela dei lavoratori: è questa la realtà delle coltivazioni della palma da olio, oggi la più redditizia nell'Africa Centrale e nel sud-est asiatico. È necessario favorire consumi più responsabili per la salute e per l’ambiente.

Un aspetto, quest’ultimo, sottovalutato dalle popolazioni occidentali in ragione della lontananza dalle realtà coinvolte. Ma nell'Africa centrale il problema è più attuale che mai, se anche un gruppo di ricercatori europei s’è posto il dubbio che un uso così intensivo delle terre per produrre olio di palma possa portare all’estinzione dei grandi scimpanzé. Quasi il sessanta per cento di questi animali vive in aree date in concessione per la coltivazione di palme da olio, In Indonesia molte foreste pluviali sono già state distrutte per aumentare le rese produttive e lo stesso potrebbe accadere a breve in Africa, dove le aziende da tempo vanno a caccia di nuove aree coltivabili.

Olio di Palma al posto delle foreste africane

L’ultima analisi è una mappa del rischio nel Continente Nero. In assenza di linee guida che mettano dei paletti alle produzioni, il quadro del sud-est asiatico potrebbe presto presentarsi anche nell'area sub-equatoriale dell’Africa occidentale, toccando Liberia, Nigeria, Gabon, Camerun, Congo e Repubblica Democratica del Congo.

I possibili vantaggi economici legati a un aumento delle produzioni potrebbero condizionare chi dovrà assumere le decisioni finali, con ovvie ripercussioni sull'ambiente incontaminato dell'Africa.

Più che alla politica "corrotta" dell'Africa rispetto alle pressioni provenienti dal mondo occidentale, il messaggio punta ad arrivare alle multinazionali che fanno largo uso di questo ingrediente e ai consumatori, chiamati a compiere scelte più consapevoli. NON è possibile misurare la sostenibilità. Così il concetto, che poggia su solide basi scientifiche, diviene uno strumento di marketing nelle mani delle multinazionali. NON esiste l'olio di palma eco-sostenibile perché in Africa vengono distrutte le foreste per la sua coltivazione.

Anche questo è un esempio di "colonizzazione moderna" dell'Africa.

(Maris)


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