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Chi sono le Ragazze di Benin City

Chi sono le Ragazze di Benin City

Le "Ragazze di Benin City" è un modo per indicare il "traffico" di ragazze dalla Nigeria verso l'Europa, in particolare verso l'Italia, a scopo di sfruttamento sessuale. Un rapporto delle Nazioni Unite ha recentemente confermato che almeno 5.000 (cinquemila) ragazze all'anno provenienti in maggior parte dalla Nigeria, arrivano in Europa per poi essere sfruttate sessualmente. Sono sempre più giovani, e almeno il 40% di esse è minorenne.

Contrariamente a quanto si pensa la gran parte arriva in Europa con voli di linea "regolari" che hanno per destinazione in particolare gli aeroporti di Amsterdam e Bruxelles, ma anche Parigi e Lione. Ormai solo una minima parte di esse affronta il rischioso viaggio attraverso il deserto del Niger, Libia e quindi l'attraversata del Mediterraneo. Una volta arrivate nei vari aeroporti europei arrivano in Italia attraverso le frontiere Schengen.

La Mafia Nigeriana gestisce tutto l'iter della tratta, dal reclutamento in Nigeria, al viaggio ed in fine allo sfruttamento vero e proprio in Italia:

  • I così detti reclutatori in Nigeria "segnalano" alle varie "madame" in Italia le foto di ragazze che hanno manifestato o espresso la volontà di venire in Europa, oppure è la stessa madame a volere proprio una ragazza specifica, può essere anche una parente, una conoscente.
  • Vengono prese di mira soprattutto ragazze delle periferie e dei villaggi rurali, le ragazze poco istruite, o ragazze appartenenti a famiglie povere o con debiti da pagare.
  • La "madame" compra, e "compra" è proprio da leggersi in senso letterale, la ragazza prescelta per una cifra che va dai 3.000 ai 6.000 dollari e più, il prezzo varia a seconda della bellezza o dalla giovane età. Denaro che in parte serve per l'organizzazione vera e propria del "viaggio" e in parte va come "compenso" per i reclutatori nigeriani.
  • I reclutatori, che io ho chiamato "i signori eleganti" contattano la famiglia e in cambio della ragazza offrono denaro, piccole proprietà o l'estinzione di debiti. Alla ragazza viene offerto un lavoro "onesto" e regolare (di solito parrucchiera, commessa, domestica, ecc..) con cui poter pagare il debito che chi organizza il viaggio deve anticipare, e con il quale può anche aiutare la famiglia in Nigeria, o pagare gli studi a fratelli e sorelle.
  • Viene sottoscritto un vero e proprio contratto, che molto spesso termina con un rito woodoo nel quale si minaccia, in caso di rottura del contratto, la morte (per la ragazza o per i familiari coinvolti).
  • Alla ragazza viene fornito un passaporto falso, oppure un passaporto vero ma appartenente ad un'altra ragazza a cui è stata sostituita la foto. Documento che serve per il viaggio in aereo. La mafia nigeriana è in grado di corrompere funzionari di alto livello nelle amministrazioni pubbliche, nei consolati, nei punti di attraversamento delle frontiere e così il viaggio in aereo verso l'Europa NON ha praticamente ostacoli.
  • Quando la ragazza arriva in Italia e viene presa in consegna dalla "madame" scopre di essere stata "ingannata". Scopre che il suo debito per il viaggio NON è di poche centinaia di dollari ma, al contrario, è di molte migliaia di dollari (in alcuni casi anche 90 mila dollari), che il suo lavoro NON è quello onesto promesso, ma è quello della prostituta.
  • Sono ragazze che all'inizio non conoscono la lingua, che non conoscono i luoghi in cui si trovano, che non hanno contatti esterni diversi da quelli della madame, ragazze a cui vengono sottratti tutti i documenti. Sono ragazze a cui viene impedito per un periodo qualsiasi contatto con la famiglia di origine. Sono ragazze senza soldi personali e che quindi sono costrette a "fidarsi" della loro madame e che quindi si ritrovano rinchiuse in una gabbia da cui non vedono via di uscita.
Chi sono le Ragazze di Benin City
Una vera e propria schiavitù che può durare anche parecchi anni. Costrette a prostituirsi nelle strade, nei locali notturni, nei night, di giorno e di notte, col caldo e con il freddo, con il sole, con la pioggia e perfino con la neve. Violentate, picchiate e la "paura" psicologica del woodoo e del "male" che può capitare alle loro famiglie in Nigeria. Senza documenti e la paura di essere espulse in Nigeria.

Purtroppo il rientro coatto in Nigeria ha, in moltissimi casi, provocato il rifiuto della famiglia di origine ad ri-accogliere la figlia. Sappiamo di molte ragazze che si sono suicidate dopo il rimpatrio forzato.

La Caritas ha quantificato che in Italia ci sarebbero almeno 27.000 ragazze nigeriane vittime di sfruttamento sessuale. Negli ultimi due anni, inoltre, almeno 500 ragazze sarebbero "scomparse". Di alcune sappiamo che sono state uccise da clienti violenti o dagli stessi sfruttatori, ma di molte si sono letteralmente perse letteralmente le tracce e di cui nemmeno la famiglia di origine ha mai avuto notizie.

Le Ragazze di Benin City è anche il titolo di un libro scritto nel 2002 da Isoke Aikpitanyi, anch'essa ex-vittima di questo traffico, un libro che raccoglie la testimonianza e racconta la storia di molte ragazze nigeriane vittime di questo traffico.

Benin City è una città nell'Edo State, nel sud della Nigeria, tristemente famosa per essere la "capitale" di questo traffico a scopo di sfruttamento sessuale, la città nigeriana da cui proveniamo tutte noi, amministratrici di questa pagina facebook, e assieme a noi almeno il 70% delle ragazze africane sfruttate in Italia.

Si è calcolato che la mafia nigeriana, da sola, muove un traffico pari a tre miliardi di dollari all'anno e che lo sfruttamento di una sola ragazza può valere in pochi anni anche 50-60 mila dollari.



Ragazze ingannate, violentate, spesso vendute dalle loro stesse famiglie i cambio di pochi dollari. Portate in Europa dalla "mafia nigeriana" violenta e senza scrupoli per la vita umana, schiave nel senso letterale de termine, costrette a pagare anche l'aria che respirano. Minacciate le loro stesse famiglie di origine, private dei documenti personali, costrette a prostituirsi fino a quando quel dannato debito non viene estinto.

Ragazze che per uscire dalla povertà accettano un viaggio senza ritorno. La nostra è una denuncia forte contro i trafficanti di queste schiave e la mafia nigeriana che costringe queste ragazze, sempre più spesso minorenni, a prostituirsi in Italia e in Europa.

È anche una denuncia forte contro il senso comune, che continua ancora a chiamare queste donne-schiave semplicemente "prostitute".

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