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L’Olocausto e gli altri Olocausti

Se è giusto ricordare la Shoah, è doveroso non dimenticare gli altri olocausti del passato e del presente. La storia del genere umano è costellata di massacri, persecuzioni e pulizie etniche che per efferatezza, numero di vittime e motivazioni ignobili non sono seconde al dramma ebraico.
Eppure solo la “Shoah” trova ampio spazio nei libri, soprattutto di testo, e nella cinematografia, ci viene costantemente ricordata e solennemente celebrata. La stessa seconda guerra mondiale con i suoi 55 milioni di morti, in maggioranza civili, è considerata un corollario al dramma ebraico. Ma come si sa la Storia la scrivono i “vincitori”, e delle atrocità commesse dai vincitori se ne parla poco o non se ne parla affatto.
Il sospetto è che quell’Olocausto sia strumentalizzato non tanto come monito alle future generazioni, quanto come strumento politico e ideologico a sostegno di Israele, quasi a giustificare la sua politica repressiva condotta in Medio Oriente contro i palestinesi e il suo ostinato diniego a riconoscere la Palestina come Stato Indipendente all’insegna di due popoli e due Stati.
Altri Olocausti
  • Il genocidio del popolo armeno, un milione e mezzo di uomini, donne, vecchi e bambini scientemente eliminati dal governo turco tra il 1915 e il 1918. In un congresso segreto dei "Giovani Turchi", tenutosi a Salonicco nel 1911, fu deciso di sopprimere totalmente gli armeni residenti in Turchia. L'occasione per realizzare questo piano di sterminio si presentò con lo scoppio del Primo Conflitto Mondiale allorquando le potenze europee, impegnate nella guerra, non potevano interferire nelle faccende interne della Turchia. Si calcola che i morti furono più di un milione e 500 mila.
  • I dieci milioni di pellerossa massacrati dagli americani nel corso del XIX secolo a cui si aggiungono le vittime indigene della colonizzazione del Sud America e del Canada per un totale di circa 100 milioni di morti.
  • Schiavitù. I quattordici milioni di africani estirpati dalla loro terre native tra il XVI e XIX secolo e resi schiavi dagli occidentali nel “Nuovo Continente” per essere utilizzati come animali da lavoro. A questi si aggiungono le vittime dell’Apartheid in Sud Africa tra gli anni ‘60 e gli anni ‘80.
  • I sette milioni di morti in Ucraina dal 1935 al 1937 a seguito delle carestie provocate intenzionalmente dal regime stalinista in quello che era considerato il granaio d’Europa, e i tre milioni di civili massacrati per vendetta dall'Armata Rossa in Prussia, Slesia e Pomerania sul finire del secondo conflitto mondiale.
  • Le vittime italiane nei campi di concentramento di Tito della ex-Jugoslavia.
  • Cambogia (Pol Pot, i khmer rossi e il genocidio dei cambogiani). Più di tre milioni di cambogianimorti nel loro Paese trasformato dai Khmer Rossi in un immenso campo di concentramento. Tra il 1975 e il 1979 un quarto della popolazione della Cambogia è stata uccisa da carestia, lavoro forzato, esecuzioni e torture, prima del rovesciamento del regime da parte dell'invasione vietnamita. Si calcola che le vittime furono più di 3 milioni, la Cambogia era tornata all'età della pietra, e per la follìa di quel regime furono distrutte le case, strade, fabbriche, era abolito ogni genere di consumo, perfino l'elettricità e ogni mezzo di trasporto e di comunicazione. Il primo reporter a documentare l'eccidio fu il giornalista italiano Tiziano Terzani.
  • Arcipelago Gulag. Stalin e le vittime decedute per fame e torture nei gulag comunisti della Russia.
  • Cina (con la quale l’Italia e l’Occidente intrattiene ottimi rapporti d’affari), migliaia sono le pene capitali eseguite ogni anno, il più alto numero al mondo, un numero che nemmeno Amnesty International ha mai potuto quantificare, e la sistematica repressione degli oppositori politici.
  • I desaparecidos, vittime della repressione anticomunista dei regimi fascisti in Argentina e Cile negli anni ‘70.
  • I massacri e le guerre dell’Africa post-coloniale. Soprattutto nei paesi della regione sub-sahariana dove manca il cibo ma non le armi fornite a piene mani dagli occidentali che hanno condizionato, sostenuto i peggiori regimi dittatoriali, e perfino provocato guerre per controllare i ricchi giacimenti di minerali, diamanti e petrolio.
  • Rwanda (eccidio tra Tutsi e Utu). Dal 6 aprile 1994 al 16 luglio 1994 vennero massacrate sistematicamente (a colpi di armi da fuoco, machete e bastoni chiodati) tra 800.000 e 1.100.000 persone (uomini, donne e bambini), stuprate migliaia e migliaia di donne, ragazze e perfino bambine.
  • Nord della Nigeria. Iniziato in maniera sistematica nel 2009 con attentati a Chiese, scuole e campus universitari cristiani, assalti a villaggi, ventimila cristiani uccisi da Boko Haram, mussulmani integralisti. I massacri hanno avuto una recrudescenza nel 2014 con il rapimento di quasi 300 studentesse in una scuola. Nel solo 2015 Boko Haram ha massacrato cinquemila civili e rapito oltre duemila ragazze e provocato due milioni di sfollati.
  • Sudan e la guerra infinita del Darfur. In Sudan i cristiani uccisi dalla bande schiaviste ammontano ad oltre due milioni negli ultimi dieci anni. Il conflitto silenzioso che sembrava avere una fine nel 2011 ed invece ancora in atto. Civili morti a causa di malattie e carestie, milioni di sfollati. Al Bashir, presidente del Sudan, unico capo di governo al mondo ancora in carica condannato per crimini contro l’umanità dal tribunale internazionale dell’Aia proprio per i crimini commessi in Darfur.
  • Stato Islamico. Genocidio in atto e l'ONU lo ha appena reso noto un "report" sulle atrocità commesse nel così detto "Stato Islamico", 19.000 persone massacrate tra il 2014 e il 2015, sono soprattutto yazidi e cristiani, migliaia i "bambini soldato", migliaia le donne rese "schiave", e poi stupri di massa, distruzione di patrimoni storici e artistici. Per ciò che sta accadendo nello Stato Islamico le Nazioni Unite solo ora stanno parlando di "genocidio".
E l’elenco potrebbe continuare .. Se anche queste sono vittime innocenti della barbarie umana perché non dedicare anche a loro una giornata della memoria? Si è necessario ricordare, anzi indispensabile, non possiamo allo stesso tempo restare indifferenti di fronte alle “attuali” atrocità commesse nello Stato Islamico, nella mia Nigeria, in Darfur e altri luoghi.
Non vorrei che questo “occidente” facesse lo stesso errore che fece con il Nazismo di allora, tutti sapevano ma nessuno disse niente
L’Olocausto e gli altri Olocausti
Foto scattata da un militare americano nel cortile pieno di cadaveri del campo di concentramento della Gestapo di Dora-Mittelbau il 12 aprile 1945
(Maris Davis)

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