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Atroce femminicidio, Sara è stata bruciata viva. Confessa il suo ex fidanzato

Sara è stata bruciata viva, il suo ex ha confessato. "Chiedeva aiuto, ma nessuno si è fermato. Poteva essere salvata".

Atroce femminicidio, Sara è stata bruciata viva. Confessa il suo ex fidanzato
Sara Di Pierantonio
Roma, Vincenzo Paduano è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e stalking. Durante lʼinterrogatorio ha pianto: "Non sopportavo fosse finita". Vincenzo Paduano, 27 anni, ha confessato l'omicidio della sua ex fidanzata, Sara Di Pietrantonio, la 22enne trovata morta carbonizzata domenica all'alba alla Magliana, a Roma. "È stata bruciata viva", hanno detto gli inquirenti. Il 27enne, di professione guardia giurata, dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e stalking. "Sara ha chiesto aiuto a diversi automobilisti di passaggio, ma nessuno si è fermato"

Speronata per essere bloccata. A risultare determinanti per l'inchiesta sono state le telecamere di sorveglianza. Mentre era al lavoro nel quartiere Eur, Paduano ha lasciato il posto di servizio ed è andato sotto casa del ragazzo che Sara aveva cominciato a frequentare quando la loro storia si era conclusa. Ha aspettato che la ragazza salutasse il giovane e quando lei si è allontanata in auto, l'ha inseguita. Sara inizialmente non si è accorta di essere seguita, ha mandato un messaggio alla madre comunicandolo che di lì a poco sarebbe arrivata a casa.

Pochi istanti dopo, Paduano l'ha affiancata e speronata, costringendola a fermarsi. Entrato nell'auto della giovane, ha tirato fuori una bottiglietta e ha cosparso Sara e il veicolo di alcol. La studentessa è uscita ed è fuggita a piedi mentre lui dava fuoco all'auto. Ha provato a scappare e in un ultimo disperato tentativo ha chiesto aiuto alle auto, almeno due, che passavano in strada. Nessuno si è fermato. Paduano l'ha raggiunta e le ha dato fuoco. Poi è rientrato in auto ed è tornato a lavoro, come se nulla fosse.

La confessione. Gli inquirenti avevano concentrato fin da subito le indagini sull'ex fidanzato di Sara. È stato interrogato, poi fermato. Infine, "messo di fronte all'evidenza dei fatti, ha provato a negare anche i dati certi, e poi alla fine ha ammesso di aver ucciso Sara"

Le lacrime durante l'interrogatorio. Ha pianto, ammettendo quel che aveva fatto. Ha cercato di spiegare. Vincenzo Paduano nel corso della tarda serata di domenica ha parlato con gli inquirenti: "Un po' di tempo fa ci eravamo lasciati, ma io non sopportavo che fosse finita. Lei stava con un altro". Il loro era certamente un rapporto contrassegnato da una serie di vessazioni psicologiche ed espressioni di possessività. La relazione tra Vincenzo e Sara andava avanti da oltre due anni con diverse volte in cui i due si sono lasciati e ripresi. Da qualche settimana poi la ragazza aveva intrecciato un nuovo rapporto. Questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Lei aveva paura ma non aveva denunciato. A raccontare l'ultimo periodo di Sara Di Pietrantonio ci hanno pensato gli amici. Tutti concordi nel riferire che Sara era cambiata da quando aveva lasciato, aveva paura. Qualcuno ipotizza anche episodi di stalking che però non risultano essere mai stati denunciati.

"Se qualcuno si fosse fermato, Sara sarebbe ancora viva. Ci vuole coraggio, se si vedono cose strane è dovere chiamare il 113"

"Ragazze denuncino persecuzioni e minacce". Maria Monteleone, sostituto procuratore di Roma, ha poi lanciato un appello: "Invito le ragazze a denunciare e a non tenere nascoste condotte persecutorie e minacce e invito caldamente chi si imbatte in una ragazza che chiede aiuto, anche di notte, a non essere indifferente, a non voltarsi dall'altra parte, ma a fermarsi. Speriamo che una morte così orribile non sia inutile"

"Mai vista una cosa tanto atroce. In tanti anni di servizio non ho mai visto una cosa tanto atroce". Lo ha detto Luigi Silipo, capo della squadra mobile romana, commentando l'omicidio di Sara.

Il reo confesso è a Regina Coeli. Vincenzo Paduano, reo confesso dell'omicidio di Sara Di Pietrantonio, ora si trova nel carcere di Regina Coeli.

Quello di Sara è il 40° femminicidio del 2016
(TgCom24)

Nessuno può salvarti se non tu stesso, e vale la pena di salvarti.
È una guerra non facile da vincere,
ma se c'è qualcosa che vale la pena vincere è questa.
Pensaci su, pensa al fatto di salvare il tuo io.
(dalla bacheca facebook di Sara)

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