Stampa
PDF

Sud Sudan, l'inutile (e costosa) missione ONU non ferma stragi e stupri

Sud Sudan, l'inutile (e costosa) missione ONU non ferma stragi e stupri
UNAMID, missione ONU in Darfur
Quando il "peacekeeper" sta a guardare. Stragi e stupri sotto gli occhi dei caschi blu. In Sud Sudan, ma non solo. Le missioni di pace dell'ONU sono impotenti anche in altri paesi africani, dal Congo al Mali. Perché a inviare soldati, spesso sotto-equipaggiati, sono per lo più governi con disponibilità ridotte. Mentre le grandi potenze guardano altrove.

"C'erano solo lamiere annerite e terra bruciata" raccontano coloro che hanno visitato Malakal pochi giorni dopo l’ennesima strage sotto gli occhi dei caschi blu. Sud Sudan, regione dell’Alto Nilo. Militari fedeli al presidente Salva Kiir vanno all'assalto di un campo profughi gestito da UNMISS, la missione di peacekeeping dell'ONU.

I caschi blu chiedono "un’autorizzazione scritta" per affrontare gli assalitori. Nel frattempo è dato alle fiamme un terzo del campo e sono uccisi almeno 30 profughi, quasi tutti Nuer, l’etnia del capo ribelle Riek Machar accusata di contrapporsi ai Dinka di Salva Kiir.

Un episodio come tanti nel Sud Sudan della guerra civile, dove la missione di pace conta zero. "Tante volte i soldati avevano aspettato che le donne nuer, ridotte alla fame, si spingessero all'esterno del campo in cerca di qualcosa da mangiare per poi violentarle"

Le vittime degli stupri sono migliaia. Violenze, umiliazioni, esecuzioni sommarie, nonostante la presenza dei caschi blu e il capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, che li autorizzerebbe a usare la forza in caso di minaccia per la sicurezza dei civili.

È accaduto anche a Juba, la capitale, a un chilometro da una base di UNMISS. È l’11 luglio scorso e i soldati fanno irruzione al Terrain Hotel. Un giornalista è ucciso a colpi di pistola perché Nuer, le cooperanti delle ONG straniere sono stuprate e tenute in ostaggio per ore. Racconteranno che le chiamate e gli sms ai comandi ONU vanno a vuoto.

La risposta internazionale? Una riunione del Consiglio di sicurezza, il 12 agosto. È autorizzato l'invio di 4000 soldati, parte di una "forza regionale" chiamata a coadiuvare i 12.500 peacekeeper già dispiegati prima e dopo l’inizio del conflitto civile nel 2013. L’incarico è difendere i civili, e anche il presupposto resta lo stesso, operare d’intesa con il governo di Kiir, corresponsabile delle stragi e del naufragio dell’accordo di pace di un anno fa.

A Juba non si fanno illusioni. "I funzionari Onu sottolineano che mancano armi ed equipaggiamenti per potersi contrapporre alle unità dell’esercito. E poi in una guerra civile le persone da proteggere sono centinaia di migliaia e i territori da pattugliare enormi"

A 20 anni dagli orrori di Srebrenica e del Rwanda, l'ONU rischia di fallire ancora. In Sud Sudan, ma non solo, i caschi blu sono sotto-equipaggiati e a metterli a disposizione sono per lo più Stati con risorse ridotte. Statistiche alla mano, a livello globale Bangladesh, Etiopia, India, Pakistan e Rwanda forniscono il 36 per cento dei soldati.

Sud Sudan, l'inutile (e costosa) missione ONU non ferma stragi e stupri
I risultati si vedono, soprattutto in Africa, in Sudan, nella mai pacificata regione del Darfur; nell’est del Congo, dove nonostante un mandato rafforzato continuano le incursioni dei ribelli; in Mali, con gli islamisti pronti a rivendicare nuovi attentati; nella Repubblica Centrafricana, con i caschi blu accusati di abusi sessuali ai danni di chi avrebbero dovuto difendere- leggi - (Repubblica Centrafricana, soldati francesi accusati di abusi sui bambini)

Gravissima in particolare la situazione della missione ONU nella Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO) dove i caschi blu si trovano in mezzo all'ormai ventennale conflitto del Kivu per il controllo delle miniere di minerali preziosi e di coltan, e tuttavia non riescono a fermare le violenze e le brutalità delle milizie contro la popolazione civile, e soprattutto gli stupri di massa- leggi - (In una sola ora, ogni ora, 48 donne sono stuprate nella Repubblica Democratica del Congo)

Troppo, anche per gli esperti dell'ONU. "Le missioni sembrano ormai una risposta scontata a conflitti che i membri permanenti del Consiglio di sicurezza ritengono di importanza secondaria"

Missioni e operazioni di Pace ONU attualmente attive in Africa
1991United Nations
Mission for the Referendum in Western Sahara
Sahara OccidentaleMINURSOOccupazione
marocchina del Sahara Occidentale
2003United Nations
Mission in Liberia
LiberiaUNMILSeconda guerra
civile in Liberia
2004United Nations
Operation in Côte d'Ivoire
Costa d'AvorioUNOCIGuerra Civile in
Costa d'Avorio
2007United
Nations African Union Mission in Darfur
SudanUNAMIDConflitto del Darfur
2010United Nations
Organization Stabilization Mission in the DR Congo
Repubblica
Democratica del Congo
MONUSCOConflitto del Kivu,
regione mineraria della RDC
2011United Nations
Interim Security Force for Abyei
AbyeiUNISFAConflitto in Sudan
2011United Nations
Mission in the Republic of South Sudan
Sud SudanUNMISSGuerra civile del
Sud Sudan
2013United Nations
Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali
MaliMINUSMAGuerra in Mali
2014United Nations
Multidimensional Integrated Stabilization Mission in the Central
African Republic 
Repubblica
Centrafricana
MINUSCASeconda guerra
civile della Repubblica  Centrafricana

Condividi su Facebook

Articolo a cura di
Maris Davis

image

Video in Primo Piano