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Caso Uwadia Bose. Il tribunale di Trapani assolve il suo presunto assassino

Caso Uwadia Bose. Il tribunale di Trapani assolve il suo presunto assassino
"Assolto per non avere commesso il fatto". La corte di Assise di Trapani (presidente Angelo Pellino, a latere Samuele Corso) ha scagionato Alessandro Bulgarella, il lavapiatti di Valderice accusato dell’omicidio della prostituta nigeriana Uwadia Bose, il cui cadavere venne rinvenuto nei pressi del cimitero di Custonaci la vigilia di Natale del 2013. La corte ne ha anche ordinato l’immediata remissione in libertà. Arrestato nel novembre del 2014, l’imputato si trovava agli arresti domiciliari dal marzo del 2016. Da ieri è un uomo libero.

Il pm Franco Belvisi, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto la condanna a 25 anni di carcere per Bulgarella, individuando il movente del delitto in una rapina finita male: la prostituta sarebbe stata strangolata dopo che il suo assassino le aveva sottratto il cellulare e avrebbe preteso una prestazione sessuale senza pagarla.
(Giornale di Sicilia)
Avevamo raccontato la tragedia di "Mamma Bose" su Facebook


Tutti ricordano le tre giovani nigeriane uccise a Palermo pochi anni or sono: Favour, Loveth, e Uwadia Bose.

In questi giorni l'uomo accusato dell'omicidio di mamma Bose, madre di 4 figli, due in Italia e altri due in Nigeria, è stato assolto. Noi di certo non vogliamo che un innocente paghi per forza, ma nemmeno che l'omicidio di mamma Bose resti impunito, e questo non sarebbe il primo caso di omicidio di una "nigeriana" che resta impunito.

Temiamo che le indagini si siano chiuse troppo in fretta una volta trovato il presunto colpevole, prove che, stante ai fatti, non hanno trovato riscontro in tribunale.

Crediamo nella giustizia, ma le indagini dovrebbero ripartire da zero. Con quali speranze a distanza di 4 anni dal fatto??

Noi vittime della tratta chiediamo giustizia, giustizia vera, lo chiedono le associazioni che in Italia si occupano ogni giorno di queste ragazze. In particolare lo chiede l'associazione "Donne di Benin City" di Palermo che da subito si era occupata del caso di "mamma Bose". Lo chiediamo tutte, lo chiedono tutti
(Maris)

La nostra pubblicazione "Storie Vere" in regalo per legge questo articolo


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