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Quando anche i vescovi (italiani) non hanno paura di attaccare l'Islam

"Secoli di guerre per Allah" .. Una parte dell'episcopato italiano si schiera contro il mito dell'Islam religione di pace. Ma ci sono forti divisioni all'interno della CEI.

Quando anche i vescovi (italiani) non hanno paura di attaccare l'Islam

Dopo ogni attentato islamico che insanguina l'Europa una parte dell'episcopato italiano non teme di dire la verità. Alcuni Vescovi non temono di sollevare dubbi riguardo il "mito dell'Islam religione di pace", che tanti "buonisti e bempensanti" vogliono far passare.

L'attacco dei Vescovi all'Islam

Tutto ebbe inizio dopo la strage di Dacca (1° luglio 2016, 24 morti tra cui 9 italiani), quando questa parte più defilata del vescovato italiano è tornata a farsi sentire. Il capofila di questa frangia (non organizzata) può essere considerato il vescovo di Ferrara, monsignor Luigi Negri, che a pochi giorni dall'attentato a Charlie Hebdo disse che era necessario "opporsi nettamente alle religioni nelle quali la violenza è teorizzata e indicata come atto pratico". Ovvero l'islam e il suo Corano.

Ma non c'è solo Mons. Negri. Anche il vescovo di Ascoli Piceno, Giovanni d'Ercole, che smonta la teoria dell'Islam religione di pace. E lo fa ricordando a quelli che si dimenticano la storia, che in nome di Allah i musulmani hanno fatto conquiste, distrutto civiltà cristiane, insediato l'Occidente. "Non voglio dire che ci sia un certo buonismo nell'immagine che viene offerta della fede coranica. Credo, però, che sia importante ragionare a partire da una certa freddezza storica. Quella che ci porta a ricordare come nei secoli si siano avuti conflitti orditi da musulmani, in nome del loro credo, che hanno determinato la distruzione di fiorenti terre cristiane in Nord Africa, Asia minore e anche Europa"

"Con l'emergere della furia terroristica non si può negare il rischio di un ritorno al passato"

Sulla stessa linea anche il vescovo di Imola, Mons. Tommaso Ghirelli: "È fanatismo religioso, ma va detto che i terroristi separano accuratamente gli ostaggi musulmani dagli altri (come accaduto proprio nella strage di Dacca)"

Quindi inutile dire che l'islam non c'entra. C'entra eccome. È anzi il centro del problema. È il problema

E infatti Ghirelli, tre anni fa in tempi non sospetti, disse chiaramente che se i musulmani non cambiano posizioni "dovrebbero avere il coraggio di allontanarsi dalle nostre terre, perché nessuno vuole avere nemici in casa". E infatti oggi aggiunge che gli "Imam debbano investire di più nell'opera di isolamento e denuncia degli integralisti. Non possono limitarsi a dire che ci devono pensare la polizia e le forze dell'ordine. Così scadono nell'irresponsabilità e immaturità civile"

Quando anche i vescovi (italiani) non hanno paura di attaccare l'Islam
Papa Francesco di "inginocchia" nella moschea Blu di Istanbul, 2014

Inginocchiarsi nelle moschee di chi, in tutto il mondo, distrugge chiese è solo un atto di debolezza che non fa altro che accrescere l'arroganza di un mondo che ci considera "infedeli". Prima del "dialogo tra le religioni" ci deve essere il rispetto, il rispetto RECIPROCO.

E non dire nulla dei cristiani perseguitati nel mondo, delle loro chiese distrutte, è un atto di follia auto-distruttiva che non giova a questo occidente così "supino" e incapace di capire che c'è un mondo islamico che lo vuole "morto" e "sottomesso"

Quando anche i vescovi (italiani) non hanno paura di attaccare l'Islam
Una delle centinaia di Chiese distrutte da Boko Haram in Nigeria

Pensando alla strage degli innocenti di Manchester di soli due giorni fa, una strage pianificata e voluta da quell'Islam che anche oggi qualche ipocrita si ostina a chiamare terrorismo, o fanatismo, ma anche quello è Islam, e si perché proprio nel Corano c'è scritto "Quando incontrate gli infedeli uccideteli con grande spargimento di sangue e stringete forte le catene dei suoi prigionieri" (Sura 47:4)

La morte contro la vita. Distruggere l’amore per la vita di quella folla di adolescenti e di ragazzini a un concerto e che l’ideologia jihadista combatte con «l’amore per la morte»



Articolo di
Maris Davis
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